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Split payment, scongiurato lo stop del 1° luglio: la Commissione UE propone la proroga

Sommario: La Commissione UE ha adottato una proposta di proroga dello split payment oltre il 30 giugno 2026, evitando il blocco della scissione dei pagamenti.

La proposta di deroga comunitaria e l’iter normativo

La Commissione Europea ha adottato una proposta di decisione per consentire la proroga dello split payment in Italia, scongiurando l’interruzione del regime al 1° luglio 2026. L’annuncio è stato dato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in sede di risposta a due Question time (5-05501 e 5-05506). L’Italia aveva notificato l’istanza il 1° ottobre 2025; la Commissione ha formulato la proposta nei termini previsti dall’articolo 395 della direttiva 2006/112/CE. Il testo attende ora l’approvazione formale del Consiglio UE, i cui tempi di deliberazione restano tuttavia incerti.

Le motivazioni del MEF e l’impatto finanziario

Il MEF sostiene la prosecuzione della scissione dei pagamenti per consolidare il contrasto all’evasione e ottimizzare la riscossione dell’imposta. Secondo la relazione ministeriale, il mantenimento della misura garantisce specifici vantaggi per l’Erario:

  • Maggiore certezza e tempestività del gettito fiscale incassato.
  • Incentivo all’adempimento spontaneo e alla compliance degli operatori.
  • Diretta sinergia con i flussi di controllo della fatturazione elettronica.

A fronte di questi benefici per la finanza pubblica, il meccanismo continua a generare asimmetrie finanziarie a danno dei fornitori della PA. Sottraendo l’IVA dalla disponibilità dei cedenti e dei prestatori, la misura grava sulla liquidità aziendale, alimentando posizioni di credito d’imposta strutturali.

Prospettive temporali e applicazione del regime

L’orientamento attuale dell’esecutivo supera le precedenti dichiarazioni programmatiche, con cui l’Italia aveva manifestato l’intenzione di non richiedere ulteriori rinnovi della deroga. La comprovata efficacia della misura in combinato disposto con la fatturazione elettronica ha spinto il Ministero a sollecitarne il differimento.

Sotto il profilo della durata, le previsioni indicano che le istituzioni europee potrebbero concedere un termine inferiore rispetto ai tre anni richiesti dal Governo italiano. In ogni caso, l’iniziativa della Commissione elimina il rischio di una paralisi operativa a metà anno. Fino alla deliberazione del Consiglio, i soggetti passivi continueranno ad applicare regolarmente la proroga dello split payment.

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